Sei punti chiave per rafforzare la partnership strategica, sostenere il volontariato e coinvolgere le nuove generazioni nella cittadinanza attiva

“Quale bilancio per il Volontariato a sei anni da ‘Padova Capitale’?” non è soltanto una sollecitazione, ma il titolo dell’incontro organizzato dalla settima commissione consiliare del Comune di Padova, alla quale ha partecipato come relatore anche il vicepresidente del CSV Stefano Tinazzo. L’incontro, che ha visto la presenza dell’assessora Cristina Piva, della responsabile della commissione Meri Scarso e di numerosi rappresentanti istituzionali e associativi, ha messo al centro del dialogo il mondo del Terzo settore e riaffermato il ruolo del CSV quale interlocutore di riferimento e partner strategico, rappresentativo di un mondo fondamentale: quello di chi opera con gratuità, passione, cuore e competenza, spesso lontano dai riflettori. Con l’occasione, Tinazzo ha potuto sottolineare come «il rafforzamento del legame tra il CSV e il Comune di Padova sia essenziale per la crescita della cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva. Siamo partner di uno stesso progetto: questo fa il bene di questa città».

Le sei proposte di networking orizzontale

Per consolidare la collaborazione e la partnership strategica tra i due Enti, il CSV ha avanzato sei richieste alle istituzioni del Comune di Padova:

  1. Rafforzare il legame tra CSV e Comune nell’ambito della cittadinanza attiva e solidale;
  2. Sostenere le associazioni per una minore burocratizzazione nei rapporti con le istituzioni;
  3. Sviluppare progetti comuni di solidarietà;
  4. Dare un riconoscimento culturale e valoriale ai volontari e alle volontarie sottolineando l’importanza del bene svolto come “cittadinanza attiva e solidale”;
  5. Creare un legame stretto con tutte le associazioni iscritte all’albo comunale per definire strategie e percorsi comuni, mettendole a conoscenza di tutti i servizi gratuiti che il CSV può erogare loro;
  6. Valorizzare i giovani, in particolare i diciottenni, nel coinvolgimento alla cittadinanza attiva, anche attraverso momenti celebrativi e proponendo il volontariato come un “plus” di formazione.

L’Amministrazione condivisa e la Riforma del Terzo Settore

L’iniziativa del Comune si inserisce nel nuovo scenario imposto dalla riforma del Terzo Settore, che richiede agli Ets di assumere un ruolo sempre più rilevante all’interno del modello di “amministrazione condivisa”. Questo modello, sancito dall’articolo 55 del Codice del terzo settore, mette gli Enti del terzo settore in pari dignità con le istituzioni. Dal 2020 in poi, la ricaduta della Riforma ha imposto un nuovo scenario collaborativo: perché questo si realizzi però, occorre un cambio di postura. «Gli ETS devono continuare a crescere e formarsi per imparare a confrontarsi alla pari con le istituzioni. I rappresentanti istituzionali li devono sostenere in modo empatico, facilitando relazioni collaborative e gentili». In questo, il legame con il Comune di Padova diventa elemento cruciale «per la crescita della cultura della solidarietà e l’attivazione della cittadinanza».

“Animare alla solidarietà”

I lavori della Commissione hanno toccato molti scenari sfidanti aperti a partire dal 2020: dalla riforma degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) alle proposte di Solidaria, senza tralasciare le iniziative con le scuole e il mondo giovanile, la giustizia di comunità, il Servizio civile universale, il fundraising e la coprogettazione. L’obiettivo comune è «far crescere in città la cultura del bene e del bello, rafforzando lo stile di solidarietà e inclusione». Ecco perché Tinazzo ha lanciato l’invito affinché «ogni persona attiva diventi “animatrice di solidarietà”, poiché la solidarietà non è esclusiva del volontariato, ma appartiene a tutti».