Pubblicati gli elenchi degli enti ammessi ed esclusi per l’ultima annualità e autorizzati i pagamenti delle annualità 2022, 2023 e 2024

Dicembre porta importanti novità per il 5 per mille. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha pubblicato gli elenchi degli enti ammessi ed esclusi al beneficio per l’anno 2025 con il decreto n. 391 del 23 dicembre 2025, firmato dal Capo Dipartimento per le politiche sociali, del terzo settore e migratorie.

Come si legge nella comunicazione ufficiale, gli elenchi sono stati formati da Infocamere S.C.p.A. utilizzando l’algoritmo approvato dall’amministrazione con decreto n. 309 del 28 novembre 2025 e estratti dal Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts).

L’Amministrazione procederà ad una successiva pubblicazione degli elenchi aggiornati di soggetti ammessi ed esclusi al beneficio del 5×1000 per l’anno 2025, che terranno conto della cessazione dell’Anagrafe delle Onlus dal 1° gennaio 2026 e di tutte quelle situazioni, rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio non ancora definite per via di procedimenti in corso.

Gli elenchi sono disponibili in cartella anche in formato .csv

In arrivo i pagamenti 2022, 2023 e 2024

Nei giorni scorsi, la Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese ha provveduto, inoltre, all’emissione di diversi ordinativi di pagamento. In particolare:

Qui il link alla notizia ufficiale.

 

Oltre 9.000 Onlus ammesse al 5 per mille 2025

Sono oltre 9.000 le Onlus ammesse al 5 per mille 2025. L’agenzia delle entrate ha infatti pubblicato gli elenchi degli ammessi e degli esclusi, includendo anche quelli che hanno usufruito della “remissione in bonis”, cioè la possibilità di iscriversi oltre la scadenza, pagando una sanzione di 250 euro.

Negli elenchi, gli enti sono individuati con:

  • codice fiscale
  • denominazione
  • Regione
  • Indirizzo
  • Provincia e del Comune della sede legale.

Gli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi relativi alle altre categorie destinatarie del contributo sono pubblicati sul sito istituzionale di ciascuna Amministrazione competente.

Attenzione:

Nella comunicazione ufficiale, l’Agenzia ricorda che dal 1° gennaio 2026 l’Anagrafe delle Onlus sarà soppressa e che per mantenere il diritto al contributo del 5 per mille, ogni ente accreditato al contributo in qualità di Onlus iscritto nell’Anagrafe deve presentare istanza di iscrizione al registro unico del Terzo settore (RUNTS), entro il 31 marzo 2026.

Scarica gli elenchi pubblicati il 18 dicembre 2025:

La fine delle Onlus: cosa cambia dal 2026

È ufficiale: dal le ONLUS non potranno più essere chiamate tali. Entro questa data, infatti, più di un migliaio di enti, solamente nel Veneto, saranno chiamati a decidere se entrare nel RUNTS e fare proprie le agevolazioni previste per gli ETS oppure, diversamente, spogliarsi della qualifica ed entrare nel novero delle associazioni da Codice Civile, mantenendo le uniche agevolazioni previste dal TUIR per gli enti di tipo associativo.

Siamo dunque arrivati a uno degli step fondamentali del percorso di riforma del Terzo Settore, a una svolta che segna un passaggio epocale verso il completamento dell’iter giuridico e fiscale previsto e l’abrogazione della storica Legge n. 460 del 1997.

Molte ONLUS che avrebbero potuto in realtà già iscriversi al RUNTS hanno preferito attendere chiarimenti rispetto al quadro fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore (CTS), subordinato all’approvazione della Comunità Europea. La comfort letter, giunta a marzo di quest’anno, rende finalmente operative tutte le disposizioni del CTS e della disciplina dell’impresa sociale (D.Lgs. n. 112/2017) che erano subordinate al vaglio comunitario. Resta ora alle ONLUS capire dove andare, tenendo presente che la mancata iscrizione al RUNTS comporterà l’obbligo di devolvere il patrimonio “incrementale”, vale a dire maturato negli anni in cui l’ente è stato iscritto all’Anagrafe ONLUS.

Nota: la scadenza per la qualifica ONLUS è fissata al .

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