Dal 2026 nuove regole per le ONLUS: cosa fare per non perdere le agevolazioni. Partecipa al seminario online e poni i tuoi quesiti
È ufficiale: dal le ONLUS non potranno più essere chiamate tali. Entro questa data, infatti, più di un migliaio di enti, solamente nel Veneto, saranno chiamati a decidere se entrare nel RUNTS e fare proprie le agevolazioni previste per gli ETS oppure, diversamente, spogliarsi della qualifica ed entrare nel novero delle associazioni da Codice Civile, mantenendo le uniche agevolazioni previste dal TUIR per gli enti di tipo associativo.
Siamo dunque arrivati a uno degli step fondamentali del percorso di riforma del Terzo Settore, a una svolta che segna un passaggio epocale verso il completamento dell’iter giuridico e fiscale previsto e l’abrogazione della storica Legge n. 460 del 1997.
Molte ONLUS che avrebbero potuto in realtà già iscriversi al RUNTS hanno preferito attendere chiarimenti rispetto al quadro fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore (CTS), subordinato all’approvazione della Comunità Europea. La comfort letter, giunta a marzo di quest’anno, rende finalmente operative tutte le disposizioni del CTS e della disciplina dell’impresa sociale (D.Lgs. n. 112/2017) che erano subordinate al vaglio comunitario. Resta ora alle ONLUS capire dove andare, tenendo presente che la mancata iscrizione al RUNTS comporterà l’obbligo di devolvere il patrimonio “incrementale”, vale a dire maturato negli anni in cui l’ente è stato iscritto all’Anagrafe ONLUS.





























