Dal beneplacito UE per l’avvio del nuovo regime fiscale, al riconoscimento delle competenze dei volontari e le novità su Runts: ecco cosa è cambiato e cosa ci attende nel 2026

Non ci sono dubbi: per il Terzo settore il 2025 è stato l’anno in cui si è superata la fase di limbo sull’applicazione della normativa fiscale, grazie al via libera informale da parte dell’Unione Europea alle norme fiscali italiane previste per gli enti del Terzo settore (un passaggio fondamentale per completare la riforma del Codice del Terzo settore) per il uovo regime fiscale dedicato agli ETS dal 1° gennaio 2026, con regole specifiche per la tassazione delle loro attività.  Una notizia che segna un passaggio storico per centinaia di migliaia di enti, chiamati ora a prepararsi a un cambiamento profondo sul piano tributario e organizzativo. A cascata, l’operatività del nuovo regime fiscale comporta novità consistenti per le ONLUS che da marzo dovranno scegliere se entrate o meno nel RUNTS. Accanto a questo, il Governo ha approvato la proroga decennale sull’Iva, spostando al 2036 il passaggio da esclusione a esenzione.

Riconosciute nel mondo del lavoro le competenze per chi fa volontariato

Con un recente decreto interministeriale viene finalmente data piena attuazione all’articolo 19 del Codice del Terzo Settore, riconoscendo il valore delle competenze acquisite attraverso le esperienze di volontariato. Le attività svolte all’interno degli Enti del Terzo Settore possono ora essere individuate, validate e certificate all’interno del Sistema nazionale di certificazione delle competenze, rendendole spendibili nei percorsi di studio, nel mondo del lavoro e nei concorsi pubblici. Un passo importante che rafforza il ruolo educativo e sociale del volontariato e ne riconosce formalmente il contributo alla crescita personale e professionale delle persone.

I fondi ed elenchi del 5 per mille

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha pubblicato gli elenchi ufficiali degli enti ammessi ed esclusi dal contributo del 5 per mille per l’anno 2025, redatti sulla base dei dati presenti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Gli elenchi, disponibili in formato .pdf e .csv, consentono agli enti di verificare la propria posizione. Si ricorda inoltre che dal 1° gennaio 2026 l’Anagrafe delle Onlus sarà soppressa: per continuare ad accedere al beneficio del 5 per mille, le Onlus interessate dovranno presentare domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026.

Il 5 per mille ha visto oltre 91mila enti beneficiari per il 2024, con erogazioni pari a 525 milioni di euro (a fronte di oltre 600 milioni di euro effettivamente destinati dai contribuenti). Si ricorda l’importanza di una corretta rendicontazione del beneficio ricevuto e delle regole restituzioni del contributi in determinati casi.

Fonte: Cantiere Terzo Settore