Consegnati i 20 nuovi mezzi per il progetto STACCO: 13 mezzi destinati ad associazioni polesane, 7 le associazioni padovane. Alla cerimonia, svoltasi il 28 gennaio 2026, presenti i vertici della Fondazione Cariparo e del CSV Padova Rovigo.
Dietro a una grande rete del trasporto sociale di Padova e Rovigo non ci sono soltanto bisogni emergenti, ma anche e soprattutto coordinamento, professionalità, supporto e filantropia. Piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo si è trasformata mercoledì 28 gennaio, in un palcoscenico di speranza concreta: sono stati infatti consegnati ad altrettante associazioni 20 automezzi nuovi di zecca, allineati uno di fianco all’altro come sentinelle della solidarietà, pronti a diventare ponti mobili tra fragilità e comunità.
La cerimonia di consegna ha celebrato molto più di un semplice rinnovo del parco mezzi: ha sancito il rafforzamento di STACCO (Servizio Trasporto Accompagnamento Sociale), il progetto della Regione Veneto che il CSV di Padova e Rovigo coordina con dedizione, trasformandolo in una vera e propria infrastruttura sociale del territorio. Determinante per l’iniziativa è stato il sostegno della Fondazione Cariparo, che con un investimento di 665 mila euro tramite il bando “Trasporto sociale” del 2025 ha scelto di credere nel potere trasformativo della mobilità sociale. Non un semplice finanziamento, ma un atto di visione: riconoscere che ogni chilometro percorso da questi mezzi è un passo verso una comunità più giusta, dove nessuno resta ai margini.
Quando il territorio si mette in moto
Alle 9:30, la piazza si è riempita di una geometria inedita: 20 veicoli hanno disegnato un cerchio di possibilità. Un’ora dopo, le voci istituzionali hanno dato sostanza a questa coreografia della cura, sottolineando come il Terzo Settore non sia un’appendice del welfare, ma il suo cuore pulsante.
Attorno a quei veicoli si è stretta una comunità di intenti: la Fondazione Cariparo, che ha trasformato le risorse in opportunità; il CSV di Padova e Rovigo, architetto silenzioso di questa rete di mobilità inclusiva; i direttori generali delle ULSS 5 Polesana e 6 Euganea, testimoni della sinergia necessaria tra volontariato e sanità territoriale. Il Vicario della Diocesi di Adria-Rovigo, Don Damiano, ha benedetto gli automezzi con parole che ne hanno illuminato il senso profondo: non semplici veicoli, ma strumenti di dignità, mezzi attraverso cui la fragilità non diventa isolamento ma occasione di incontro.
Venti veicoli, infinite traiettorie di cura
A beneficiare di questo investimento nella coesione sociale sono 20 associazioni – 13 nel Polesine, 7 nel Padovano – che quotidianamente traducono i principi di solidarietà in chilometri percorsi, accompagnamenti realizzati, solitudini interrotte. Dai circoli Auser di Bergantino a Villanova del Ghebbo, dalle Anteas di Rosolina a quelle di Torreglia, si dispiega una geografia della generosità che la Fondazione Cariparo ha scelto di potenziare e il CSV di Padova e Rovigo coordina.
Il brindisi finale non ha celebrato solo un traguardo, ma ha brindato a un futuro in cui la mobilità non è un privilegio ma un diritto, e dove l’accompagnamento sociale diventa la misura della civiltà di un territorio.
LE VOCI DEL PROGETTO
MARINELLA MANTOVANI – CSV PADOVA ROVIGO
«Oggi è una bellissima giornata che definirei storica per il nostro territorio. Una giornata di inclusione sociale che tocca tantissime persone in fragilità con un servizio che non solo viene potenziato con nuovi ed efficienti mezzi ma che allunga la mano a chi fino a ieri non poteva ususfruire di questo di servizio. Oggi è una giornata in cui possiamo dire che la Rete che abbiamo costituito, la tessitura di relazioni e connessioni che abbiamo fatto tra il volontariato delle associazioni e gli Enti privati e pubblici, ha dato un ottimo risultato».
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SANDRA BEDETTI – CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE CARIPARO
«La consegna di questi 20 nuovi mezzi rappresenta un passo significativo per il rafforzamento del trasporto sociale nelle province di Padova e Rovigo, permettendo a molte persone fragili di muoversi in sicurezza e accedere ai servizi essenziali. Il bando “Trasporto sociale”, a sostegno del progetto STACCO della Regione Veneto, conferma l’impegno della Fondazione nel sostenere reti territoriali capaci di generare impatto reale. In questo percorso la collaborazione con il CSV di Padova e Rovigo è stata fondamentale: una partnership tanto duratura quanto solida, che valorizza il ruolo del Terzo Settore e garantisce un coordinamento efficace delle associazioni impegnate ogni giorno nell’accompagnamento sociale».
VALERIA CITTADIN – SINDACO DI ROVIGO
«Un saluto a tutti gli amici sindaci, a tutte le istituzioni e soprattutto un grande saluto, un grande abbraccio, a tutto il mondo del volontariato. Stiamo parlando di una parte della società che rappresenta il meglio delle nostre comunità, perché chi mette a disposizione il proprio tempo mette a disposizione la parte più preziosa di sé. Sappiamo quanto il tempo sia importante: le vite scorrono velocemente e sottrarre tempo alla propria vita privata per donarlo agli altri è davvero un grande dono. Il lavoro di supplenza che i volontari svolgono rispetto alle carenze anche della pubblica amministrazione, mettendosi a disposizione con servizi come questo, è sicuramente encomiabile. Chi ha una persona non autosufficiente in casa sa perfettamente quanto siano importanti queste azioni e il valore fondamentale che hanno.
Va quindi un grazie immenso a chi mette a disposizione la propria vita e il proprio tempo: è un esempio straordinario di senso civico e sociale. Grazie davvero».
MARCELLO MAZZO – ULSS 5 DIRETTORE SERVIZI SOCIO SANITARI
«Mi ricordo che un paio d’anni fa eravamo nell’aula magna dell’ULSS 5 e già allora ci sembrava un risultato importante; oggi siamo molti di più e questo è un segnale positivo per il nostro territorio. Ho apprezzato molto anche l’intervento del presidente, che non potrei certo ripetere con la stessa efficacia. Mi ha colpito in particolare un concetto: non si tratta solo di mezzi o di motori, ma di un territorio che si muove. Ed è un messaggio che fa bene al territorio stesso.
È significativo vedere come anche qui si stia iniziando a lavorare davvero insieme: le associazioni collaborano tra loro e con le istituzioni. Questa è la strada giusta. Per anni lo abbiamo detto nei convegni, lo abbiamo ripetuto molte volte; oggi finalmente sta diventando realtà. Si fanno le cose insieme, superando logiche particolari e mettendo al centro l’interesse comune.
Mi piace molto anche l’idea che non si tratti semplicemente di un servizio di trasporto. Non stiamo solo accompagnando persone a fare una TAC o un prelievo: stiamo costruendo relazioni. Ed è proprio questa la vera essenza dello stare bene. Una comunità capace di offrire queste opportunità è una comunità che genera salute. La salute, lo ripeto ancora una volta, non nasce solo da esami e medicine, ma nasce soprattutto dalle relazioni e dalle opportunità che una comunità sa creare. Grazie a tutti voi».
STEFANO VIANELLO – ULSS 6 DIRETTORE SERVIZI SOCIO SANITARI
«Ringrazio moltissimo per l’invito la presidente Mantovani e mi associo ai ringraziamenti già espressi. La Fondazione ha sostenuto nel tempo moltissimi progetti importanti, ma questo è senza dubbio uno dei più rilevanti. I numeri parlano da soli: parliamo di migliaia di chilometri percorsi, l’equivalente di circa 11 giri della Terra, ma soprattutto di 850 volontari coinvolti. È un dato che colpisce e che restituisce con chiarezza la dimensione del lavoro svolto.
È vero, c’è ancora da lavorare in particolare sulla provincia di Padova, dove la percentuale di adesione può crescere, ma sono fiducioso. Stiamo lavorando insieme al CSV e a molte altre istituzioni e la nascita degli ATS, che da un lato preoccupa i sindaci, rappresenta dall’altro una grande opportunità. I numeri potranno migliorare ulteriormente e sarà possibile garantire un accesso sempre più ampio al servizio.
Un’ultima riflessione riguarda il valore del lavoro che viene svolto: un lavoro prezioso, che aiuta concretamente le famiglie. Oggi circa il 25% della spesa sanitaria in Italia ricade direttamente sulle famiglie e nel sociale questo tema è ancora più rilevante.
Per questo è fondamentale continuare a rafforzare questa rete, su cui tutti stiamo lavorando con attenzione e dedizione, in particolare la presidente. È un impegno collettivo per far nascere e crescere nuove realtà sul territorio e garantire servizi essenziali a tutta la popolazione, consapevoli che c’è ancora molto da fare e che possiamo fare ancora di più».
















































