Transizione eco-sociale: il Terzo Settore è consapevole del ruolo che può svolgere nel sensibilizzare la società su come attivamente ridurre l’impatto ambientale
Far sì che il Terzo Settore sia soggetto consapevole del ruolo che può svolgere e dell’importanza di agire per accompagnare questa transizione che prima di tutto ha una forte valenza culturale. È questo l’obiettivo del corso “Attuare l’Agenda 2030: il volontariato soggetto attivo della transizione ecosociale”, proposto dalla Scuola di Formazione e Legame Sociale “Luciano Tavazza” del Csv di Padova e Rovigo, e organizzato in collaborazione con Asvess – Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile. «Il Terzo settore, per sua natura, ha quelle dimensioni valoriali che dovrebbero vederlo protagonista, al centro di questa transizione – spiega Matteo Mascia, coordinatore di Asvess – ma spesso il limite è che non sa darsi strumenti di monitoraggio e di valutazione per conoscere come incide nella società rispetto a quello che fa. L’Agenda 2030 è uno strumento che è vision ma anche programma di azione e si possono usare gli obiettivi 2030 per leggersi re il ruolo del volontariato e del Terzo settore dentro la società che è in fase di cambiamento. Il corso infatti è pensato per introdurre i temi della sostenibilità e della transizione ecologica e vuole evidenziare l’urgenza di prendere coscienza del cambiamento e quindi riflettere sull’importante ruolo/contributo che gli Ets sono chiamati a svolgere per accompagnare la trasformazione socioculturale e politico economica in corso». Tre gli appuntamenti di due ore ciascuno: “L agenda 2030: una vision e un programma d azione per la transizione ecologica” ; “Come attuare l Agenda 2030 nei territori e il ruolo degli Ets”; “Scelte organizzative e comportamenti sostenibili: un vademecum per gli Ets”. «Il cambiamento è innanzitutto culturale e obiettivo del corso è far prendere coscienza di come possiamo ridurre l impatto ambientale, come possiamo promuovere l inclusività, come fare la differenza – insiste Mascia – Il Terzo settore e il mondo del volontariato devono diventare motore di cambiamento. Dobbiamo spingere su una forte componente motivazionale partendo dalle esperienze delle singole realtà che possono diventare volano di cambiamento. Su questo tema dobbiamo lavorarci perché il 2030 è domani, è una tappa al 2050, ma già oggi siamo in piena crisi climatica e i segnali sono precisi e hanno un impatto forte sui più fragili: non possiamo procedere come se fosse un problema rinviabile. Pensiamo anche al progetto “Padova carbon neutral 2030”, una sfida complessa, ma se il mondo associativo facesse la sua parte fino in fondo avremmo più possibilità di riuscirci: il sacrificio di oggi è funzionale al cambiamento di domani». Nel 2022 Padova è stata selezionata come una delle cento città pilota che ambiranno alla neutralità climatica entro il 2030, e il Csv di Padova e Rovigo ha sottoscritto un impegno per il clima dentro il “Carbon neutral” per essere attore di questo cambiamento lavorando su informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento del volontariato. Attuare l’Agenda 2030, il programma il corso “Attuare l’Agenda 2030” si articola in tre incontri di due ore i mercoledì 20 marzo, 3 e 17 aprile. Gli appuntamenti si articolano in presentazione di buone pratiche, discussione e/o suddivisione dei partecipanti in gruppi di lavoro e una restituzione finale. Info e iscrizioni (entro il 20/03) su www. csvpadovarovigo.org Il sacrificio di oggi è funzionale al cambiamento di domani.
Ringraziamo Donatella Gasperi per la redazione dell’articolo per La Difesa del Popolo





























