Nei territori di Padova e Rovigo, come in molte altre parti del Paese, le voci di studenti e studentesse si stanno facendo sentire con una forza che non si può sintetizzare come semplice “contestazione”. Dietro a striscioni, assemblee e mobilitazioni ci sono bisogni concreti e richieste legittime: scuole vivibili, aule che non facciano paura, bagni funzionanti, spazi adeguati allo studio, trasporti affidabili, libri accessibili e un percorso scolastico che non lasci indietro nessuno. Non sono richieste di privilegio: sono le condizioni minime perché il diritto allo studio diventi reale e universale.

Dalle nostre città ai centri più piccoli, i giovani denunciano il divario tra ciò che la scuola, e l’università, dovrebbe garantire e ciò che incontrano ogni giorno. Muffe e infiltrazioni, edifici fatiscenti, sovraffollamento, carenza di personale e di spazi comuni non sono dettagli: sono il quotidiano di chi passa in quelle aule anni decisivi della propria vita. E quando il degrado diventa normale, il messaggio che passa è rischioso: che il loro futuro possa aspettare. C’è poi una questione più ampia, che attraversa la nostra società: il costo della vita, degli affitti, degli spostamenti e degli studi rischia di trasformare il merito in una variabile economica. È un malessere che non riguarda solo chi protesta, ma tocca tante altre famiglie, assieme al personale scolastico che domani ha annunciato uno sciopero nazionale della scuola.

Il CSV di Padova e Rovigo guarda a queste mobilitazioni con attenzione e rispetto, riconoscendo che la rabbia dei giovani è spesso la conseguenza più visibile di una perdurante mancanza di ascolto. Il Terzo settore ha una responsabilità precisa: fare da ponte, ascoltare senza pregiudizi, raccogliere richieste e desideri, metterli in relazione con istituzioni e comunità.

Ascoltare la voce del disagio studentesco significa prendersi cura del domani. Una società che vuole essere davvero vicina a tutte le persone non può accontentarsi di dichiarare il valore della formazione: deve investirvi con scelte concrete.

Il nostro impegno è partecipare a questo dialogo: accogliere le istanze dei giovani, valorizzare le loro proposte e lavorare perché scuola, welfare e comunità tornino a parlarsi nei nostri territori. Perché ascoltare oggi gli studenti è un investimento nel futuro di tutti.

Marinella Mantovani, presidente CSV
Stefano Tinazzo, vicepresidente CSV