La nuova proposta ha riscosso il plauso delle organizzazioni finora partecipanti
«Fare rete per il futuro». È questo lo spirito con cui si è chiusa la prima settimana di “Solidaria Young“, il progetto ideato dall’Unione dei Comuni Pratiarcati con il supporto del CSV di Padova e Rovigo per far sperimentare a ragazzi e ragazze dai 14 ai 17 anni le molte sfaccettature del volontariato operativo e attivo nei tre territori comunali. L’iniziativa ha permesso alle associazioni partecipanti (nove, considerando anche i gruppi coinvolti dalla Protezione civile provinciale di Padova) di incontrare una ventina di giovani per cinque giorni, a rotazione, all’interno di alcune sedi oppure in luoghi di addestramento e intervento. Dalla vigilanza delle piene alle simulazioni di salvataggio in acqua, dal pilotaggio di droni alla simulazione di soccorso e rianimazione, dall’uso di sistemi radio portatili alla prova di rinvenimento sopravvissuti sotto le macerie, passando anche per l’incontro con le unità cinofile da soccorso, la manutenzione di panchine pubbliche e la produzione di gnocchi. Tutte e nove le organizzazioni partecipanti si sono messe in gioco con coraggio e determinazione, cercando di far toccare con mano i fondamenti dell’intervento in emergenza, con l’intento di incuriosire i giovani aderenti.
Le voci delle associazioni ospiti
CRI comitato Maserà di Padova
«È stato molto stimolante, perché abbiamo incontrato ragazzi curiosi e interessati, tanto che tra loro c’è già chi si è sbilanciato e sul voler entrare a far parte della Croce Rossa», esordisce con fierezza la presidente del comitato di Maserà di Padova Anella Buonaiuto, ente che ha organizzato le prime due mattinate del programma. Progetti per i giovani la CRI ne fa già molti, ma questo ha segnato una svolta: «Croce Rossa è molto attiva a livello nazionale nelle iniziative per i più piccoli, già a partire dagli 8 anni, ma Solidaria Young è una proposta diversa, che abbiamo subito sposato con entusiasmo: è stata di fatto la prima volta in cui abbiamo progettato e lavorato in rete – e in perfetta sintonia – con altre associazioni dei tre Comuni Pratiarcati. Non è facile creare sinergie, ma questo progetto è la dimostrazione che istituzioni e associazioni si possono unire per perseguire un obiettivo comune: quello della promozione e dell’attivazione del volontariato giovanile».
Protezione civile Casalserugo
«Anche noi organizziamo momenti di incontro per i più giovani, come la partecipazione alla settimana della protezione civile a Monselice o altre iniziative per bambini e bambine in collaborazione con la Croce Rossa, ma questa volta è stato diverso», sottolinea Maurizio Simonetto, coordinatore della Protezione civile di Casalserugo, «la differenza con il progetto “Ci sto? Affare fatica” è che i ragazzi non hanno fatto soltanto attività di manutenzione del territorio, ma hanno conosciuto le peculiarità di alcune delle realtà più rappresentative del volontariato locale. L’auspicio è che questa proposta venga riproposta anche negli anni a venire, perché l’adesione è stata alta e la partecipazione attenta, è stato promettente. L’obiettivo finale è ovviamente invogliarli a entrare a far parte di uno dei nostri corpi o reparti, indispensabili per sostenere la popolazione, a partire da quella del nostro Comune. Per questo tipo di azioni ci vuole una specializzazione e vanno seguiti corsi di formazione appositi, che se da una parte possono inibire, dall’altra permettono di scremare immediatamente i ragazzi più motivati a impegnarsi con serietà».
Protezione civile provinciale di Padova
Anche la Protezione civile provinciale di Padova, abituata ad andare nelle scuole o presso soggetti interessati, ha plaudito l’originalità della proposta: «Non ci capita spesso di ospitare così tanti giovani di quest’età nelle nostre sedi operative», sottolinea Maria Cristina Gazzin, «ecco perché oltre a noi abbiamo voluto coinvolgere il Gruppo provinciale volontariato nelle sue sezioni della sala operativa e del nucleo operativo, un formatore sul rischio idraulico del Gruppo comunale di Vigonza, alcuni volontari del Gruppo comunale di Limena specializzati in Saf (che sta per Speleo alpino fluviale, ndc) e il Rescue drones network locale: volevamo che i partecipanti provassero le diverse sfaccettature delle nostre attività». Una scelta vincente, che ha permesso di dare un segnale forte, a conferma come, se opportunamente coinvolti, i giovani sono pronti a diventare le nuove àncore del loro tessuto sociale.
Gruppo cinofilo “In Bloom”
«Qualche giovane si affaccia nel corso dell’anno, ma coinvolgerli per noi è sempre impegnativo», segnala Stefano Nicolè, presidente del gruppo cinofilo “In Bloom” di Maserà, «questo progetto è stato una bella occasione, anche se speriamo di poter avere più spazio qualora venga riproposto. Se qualche ragazzo o ragazza volesse darci una mano, anche solo nei corsi base che offriamo alla cittadinanza, o nei percorsi di addestramento delle unità cinofile, noi siamo sempre pronti ad accoglierli: se hanno già un cane, il loro coinvolgimento può diventare più facile». Gli fa eco il segretario Flavio Bassan: «Se i giovani sono motivati possono fare davvero molta strada, arrivando anche alavorare in situazioni di vera necessità e portando i loro cani a fare la differenza in situazioni critiche».
Le voci istituzionali
Comune di Casalserugo
Il sindaco di Casalserugo nonché presidente dei Pratiarcati Matteo Cecchinato anticipa senza indugio: «Il bilancio di questa prima edizione pilota è straordinariamente positivo. La strada è tracciata, questo modello funziona e si deve replicare. La nostra intenzione è quella di riproporre “Solidaria Young” anche l’anno prossimo, rendendolo un appuntamento fisso per i ragazzi e le ragazze della nostra Unione, perché investire sulla cittadinanza attiva significa garantire un futuro più forte e sicuro alle nostre comunità. È proprio in questa fascia d’età che matura la coscienza civica, il senso di responsabilità e il dovere morale».
CSV di Padova e Rovigo
Conclude la presidente del CSV Marinella Mantovani: «Oltre all’entusiasmo dei giovani, Solidaria Young ha evidenziato la forza del Terzo settore nel condividere competenze radicate, nonché la capacità di interagire con le istituzioni per costruire progetti di valore assoluto. Le associazioni hanno mostrato ancora una volta di essere portatrici di un patrimonio di saperi e responsabilità talvolta invisibile, ma indispensabile. Il volontariato si scopre spesso solo vivendo l’organizzazione e la cura dell’intervento: insieme all’Unione Pratiarcati continueremo a supportare questo tipo di percorsi, perché i giovani di oggi saranno i pilastri futuri della protezione civile e dell’inclusione sociale, garantendo la tenuta dei nostri territori».




























